La Storia della Chiesa Mormone in Italia

La storia della Chiesa in Italia inizia alla metà dell’Ottocento con la missione degli anziani Lorenzo Snow, uno dei dodici Apostoli, Joseph Toronto e Thomas B. H. Stenhouse. Essi arrivarono a Genova il 25 giugno 1850. Si recarono poi in Piemonte per svolgere opera missionaria tra i Valdesi, che abitavano nella Val Pellice e dintorni e parlavano francese. L’anziano Jabez Woodard li raggiunse in seguito.

Il 27 ottobre 1850 l’anziano Snow battezzò a Torre Pellice il primo convertito, Jean Antoine Box. Dopo di lui altre persone si unirono alla Chiesa. Si organizzarono tre rami: ad Angrogna, a San Germano e a San Bartolomeo, piccoli centri delle Valli Valdesi. Si pubblicarono opuscoli in francese. Il Libro di Mormon fu pubblicato in italiano nel 1852. Entro il 1855, 50 membri della Chiesa erano già emigrati in America e il numero di quelli rimasti ammontava a 64.

Era molto difficile svolgere il lavoro missionario al di fuori delle Valli Valdesi a causa della diffusa propaganda anti-mormone. I missionari operarono con poco successo in Italia e partirono per la Svizzera nel 1857. L’anziano Daniel B. Hill Richards cercò di riaprire la missione nel 1900 ma le autorità politiche gli negarono il permesso.

Nel 1965, dopo aver ottenuto l’autorizzazione, la Chiesa ricominciò le attività missionarie.

Il 26 giugno 1966 fu ufficialmente riorganizzata la Missione italiana. A quella data esistevano due rami italiani e sette rami misti di militari americani e di italiani per un totale di 66 fedeli. Alla fine del 1978 il numero dei membri della Chiesa era salito a 7.271 e l’Italia era suddivisa in quattro missioni. Il primo palo italiano fu organizzato a Milano il 7 giugno 1981.

L’impegno dei missionari e dei dirigenti locali contribuì ad un notevole accrescimento del numero dei fedeli durante gli anni Ottanta: verso la metà del 1985 i membri della Chiesa ammontavano a circa 12.000 e nel 1990 a 14.000.

Il 12 maggio 1993 rappresentò una tappa importante nel cammino della Chiesa perché in tale data il Governo italiano finalmente concesse il riconoscimento ufficiale all’Ente Patrimoniale della Chiesa. La petizione per l’ottenimento di detto riconoscimento era stata presentata circa cinque anni prima, e aveva dovuto subire varie revisioni e gli accertamenti del caso. Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro aveva firmato in precedenza il decreto il 22 febbraio 1993.

 

 

 

 

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